Guida ai fondi strutturali

L’Est, nel periodo 2014-2020, riceverà più di 200 milirdi di euro. Quote dei singoli stati, allocazione e assorbimento: la nostra guida. 

Quattrocento miliardi. A tanto ammonta il volume dei fondi strutturali previsti nel periodo 2004-2020 dall’Unione europea. Di questi, 350 sono legati alla Politica di coesione comunitaria.

Molti soldi pioveranno a Est. Più della metà di quelli stanziati: 215 miliardi di euro. La Polonia è il beneficiario principale, con 89 miliardi di euro. Oltre 50 serviranno allo scopo di incentivare lo sviluppo nelle regioni meno prospere. Principalmente quelle dell’est.

 

I fondi strutturali nel 2014-2020 (Commissione Ue)
I fondi strutturali nel 2014-2020 (Commissione Ue)

 

Il sostegno al bilanciamento territoriale è la fonte principale di allocazione anche per gli altri paesi dell’Europa centrale, baltica e sud-orientale. Seguono gli incentivi legati al Fondo di coesione e quelli destinati allo sviluppo rurale. Più o meno si equivalgono, in termini quantitativi.

I fondi strutturali sono una chiave di volta, nella prospettiva di sviluppo dei paesi dell’Est (ma non solo). Affinché assolvano a questa funzione c’è tuttavia bisogno di una buona capacità di assorbimento: è il fattore che fa la differenza.

L'assorbimento dei fondi strutturali nel 2007-2013 (Insideurope.eu)
L’assorbimento dei fondi strutturali nel 2007-2013 (Insideurope.eu)

All’interno della “nuova” Europa si sono distinti su questo piano la Polonia e i paesi baltici. Estonia e Lituania, addirittura, sono le migliori del continente. Quanto alla Polonia, la predisposizione delle amministrazioni statale e regionali a utilizzarli bene è uno gli ingredienti forti della crescita che il paese ha vissuto negli ultimi anni e, volendo ampliare il raggio, da quando è entrato in Europa. Primo maggio 2004.

La ripartizioni dei fondi avviene sulla base di criteri territoriali. Si prendono in considerazione le NUTS 2, dove le quattro lettere stanno per Nomenclature of Units for Territorial Statistics e il numero due indica uno dei livelli territoriali individuati dall’Ue. Ce ne sono tre. Il primo (NUTS 1) corrisponde agli Stati. Il secondo (NUTS 2) alle suddivisioni regionali dei paesi membri e come detto è il punto di riferimento, per quel che concerne l’allocazione. Infine il terzo livello (NUTS 3), che raggruppa enti locali di stazza minore, come province e dipartimenti.

Per avere una più chiara idea del concetto, si pensi che in Italia le NUTS 2 corrispondono alle regioni (delegate a ricevere e distribuire i fondi strutturali sui propri territori) e le NUTS 3 alle province.

 

Grafici / Le NUTS 2 e i Pil regionali nei paesi dell’Est

 

Scarica i file in formato pdf 
Polonia / Repubblica ceca / Slovacchia / Ungheria / Paesi baltici / Slovenia e Croazia / Romania / Bulgaria

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